Laureata in filosofia, fu allieva di Carlo Antoni, poi insegnante nei licei e docente universitaria. È stata una esponente della sinistra democristiana, parlamentare europea dal 1979 al 1984, federalista presidente della Lega democratica del 1984. Nel 1984 lasciò la Dc e diventò membro della segreteria del Pds-partito democratico della sinistra.

Nasce il 26 agosto 1927 a Napoli in una famiglia borghese, suo padre Ernesto De Biase, la madre Caterina Bifulco; nel 1933 si trasferiscono a Roma presso la casa del Banco di Napoli all’Esquilino, e Paola frequenta dal 1940 il liceo Giulio Cesare, dove è allieva di Ripellino.

Il blando antifascismo del padre non le permise di fare parte della resistenza romana militare, anche se la famiglia tutta fu sconvolta dall’eccidio delle Fosse Ardeatine e dalla morte di Pilo Albertelli del Partito d’Azione. Paola scelse la facoltà di Filosofia alla Sapienza nell’ottobre del 1945, come “ancoraggio metapolitico per scavalcare istintivamente la teorica delle prove esistenziali”. Pascaliana e kantiana, credeva nel Dio dell’Incarnazione. Si ricordava delle appassionate lezioni di Storia del Risorgimento di Omodeo, di storia del Rinascimento e della Riforma Protestante, nella fase di superamento del nazionalismo fascista.

Nella sua formazione fu essenziale la condivisione intellettuale di una generazione piena di speranze composta da V. Bachelet, C. Traversa, L. Castellina, E. Berlinguer, L. Elia. In cattedra sedevano Chabod e De Ruggiero professore di storia della Filosofia. Andava alle riunioni del Partito sociale cristiano fondato da P. Casini e da G. Bruni, nel centro storico della città. Carlo Antoni insegnava Teoria e storia della storiografia, crociano, ed era amico di De Gasperi. Nel 1949 dopo la dissertazione su Blondel con Antoni, Paola divenne assistente volontaria, lesse la traduzione in italiano degli Annales di Marc Bloch. Nel novembre 1946 ebbe luogo il convegno nazionale a Roma della sezione della DC a via Monterone con i dirigenti della Fuci. Fu nominata segretaria della redazione del giornale “la Punta”.

Conobbe Angelo Gaiotti di Sacile in Friuli. Era figlio di contadini, studente all’Università cattolica di Milano in Lettere, partigiano nei Cnl del Veneto e Belluno, assistente volontario di De Sanctis, seguace dei dossettiani delle “Cronache sociali” di L. Elia e dei gruppi delle Acli.

Nel 1948 fecero le vacanze a Misurina alla scoperta della montagna e scalate attorno alle cime di Lavaredo. Nel 1950 Angelo e Paola si sposarono a sant’Ivo alla Sapienza, fecero un viaggio di nozze in Austria. Successivamente ottenne la borsa di studio alla Sorbonne. E mentre Josette Lupinacci fondava i consultori familiari cattolici, nel 1951 scrisse il suo primo articolo per il giornale “Coscienza” sull’etica professionale femminile. Attivista dell’Unione delle donne cattoliche, strinse amicizia con Franca Falcucci e Tina Ansemi, Bruna Carazzolo, formatrice della Dc dal 1951 al 1956, con 3.000.000 di donne da acculturare. Nel 1957 scrisse il libro per la Dc Le donne oggi sul lavoro femminile per la casa editrice Le cinque lune.

Dopo la morte di De Gasperi, mantenne una certa distanza verso il discorso di investitura e la politica di Fanfani. Fu nominata consulente per i problemi del lavoro femminile del ministro del lavoro Luigi Gui. Fu amica di Valeria Bernardini, dirigente femminile della gioventù di Azione cattolica mentre con la politica intraprendente di Andreotti si diffuse il tesseramento. Nel 1958 nacque suo figlio Eugenio. Durante il pontificato di Giovanni XXIII, grazie alla capacità di mediazione di Aldo Moro, doroteo, e Benigno Zaccagnini, moroteo, si rafforza la corrente popolare del Partito. Paola gestì la scuola di formazione alla Camilluccia per costruire l’utopia cristiano sociale e iniziò la ricerca su Adelaide Coari, fondatrice della rivista “Azione muliebre” su iniziativa dei frati francescani nel 1902 per difendere “le anime smarrite in cerca di luce “, per accrescere la consapevolezza della donna credente – erano gli anni, i primi del Novecento, dei primi congressi cattolici femminili.

Su consiglio di Pio XII la Democrazia cristiana aveva creato il Cif i comitati cattolici femminili, che dal 1945 al 1975 condurranno campagne politiche divergenti da quelle dell’Udi. Secondo Gaiotti De Biase il riconoscimento dei diritti civili e politici femminili, fino al 1975, aveva favorito la democrazia cristiana. Il primato cattolico venne messo in discussione negli anni Settanta e la Gaiotti dopo il 1984 si confrontò con gli schieramenti partitici e la vivacità dei movimenti studenteschi. I movimenti politici femminili di sinistra erano organizzati mentre la militanza cattolica era estesa e proveniva dalle parrocchie e dalle attività di Comunione e liberazione e dell’Azione cattolica. Per lei “toccava alla storia e alla filosofia contribuire a far progredire la questione delle dinamiche della trasformazione”. Tuttavia la Gaiotti durante le legislature di D’Alema come membro della segreteria del Pds non appoggiò le mozioni riguardanti l’introduzione delle quote rosa; le oppositrici erano convinte che le “donne non sono come panda” e si dovevano meritare la candidatura e l’elezione.
Come portavoce delle pari opportunità ella propose la riforma e il miglioramento dei libri di testo di storia, che molte giovani ritenevano noiosi, perché “le donne non ci sono mai e gli uomini sono tutti stupidi”. La Gaiotti De Biase organizzava incontri con Flores D’Arcais, con i padri conciliari e teologi a casa sua a Monte Mario, nel Foyer di Pax Romana a palazzo Rovere si sviluppò il dialogo ecumenico per il sacerdozio universale dei credenti.

Nel 1959 aderì al movimento Rinascita cristiana, che voleva ampliare il concetto di responsabilità femminile attraverso le letture della rivista “Famiglia cristiana”. Il clima conciliare “fu segnato dal massimo della speranza con le nuove frontiere aperte da Kennedy, da Krusciov e da papa Giovanni con l’enciclica Mulieris Dignitatem”. Fu portatrice di “un pensiero critico che mal volentieri si è allineato alle prese di posizione ufficiali”. Iscritta alla Democrazia cristiana fino al 1984, ella fu fondatrice insieme a Pietro Scoppola, Achille Ardigò e P. Giuntella della Lega Democratica, per sanare la frattura tra la chiesa e la libertà. Con la partecipazione della Rosa Bianca cominciò un periodo di riforme scolastiche, del lavoro, associato agli anni di piombo, “luogo di formazione personale e politica, apprendimento del linguaggio della politica”. Scrisse articoli per la rivista “Appunti di cultura politica”, una testata sorta dopo il rapimento di Moro, uscita per trent’anni “con acute riflessioni sull’attualità”. La Gaiotti aveva “la tempra di una donna forte, un profluvio di parole, con le sue sonore risate”. Nel 1964 divenne membro della commissione italiana dell’Unesco. Nel 1968 ottenne la cattedra di Storia e filosofia nei licei. Nel 1972 si candidò per le elezioni nella lista Dc del Lazio, fu sostenuta dalle scuole e dalle congregazioni femminili con 9000 voti. Nel 1977 disse al convegno nazionale dell’Acr: “l’occupazione femminile è liberante, solo se è accompagnata da uno sviluppo proporzionato dei servizi sociali, il mercato del lavoro respinge il lavoro paritario, sindacalmente protetto. Il lavoro socialmente riconosciuto va identificato con ogni attività che sia carica di effetti sociali…”.

Il marito Angelo fu nominato responsabile delle rubriche religiose del Tg1 nella Rai. Dal 1976 al 1978 fu incaricata come docente al Magistero di Napoli. Desiderosa di costruire un’Europa pluralista con il Club del Coccodrillo – in seguito alla cena al ristorante Le crocodile a Strasburgo – insieme ad Altiero Spinelli dal 1980, fu eletta nel parlamento europeo dal 1979 al 1984 e poi divenne presidente della commissione Pari opportunità per il ministero pubblica Istruzione. Viene considerata la storica del movimento cattolico femminile, composto da donne moderate che rivendicavano la cittadinanza senza molte pretese, progressiste e tradizionaliste. Membro della redazione di “Reti Pratiche e saperi di donne”, rivista diretta da Maria Luisa Boccia che si proponeva una prospettiva femminista e femminile alla attualità culturale e politica, non solo italiana, e che vide la partecipazione di Ida Dominijanni, Rossana Rossanda, Chiara Saraceno, Giglia Tedesco, Livia Turco, Silvia Vegetti Finzi. Pubblicata dal 1987 al 1992. Si interessa favorevolmente all’idea di soggettività differenziale proposta da Betty Friedan con la mistica della femminilità e al femminismo cristiano che A.D.Sertillanges agiva in modo pragmatico e rigoroso, alla ricerca della pienezza in senso evangelico, così come apprezzava la rivista “Esprit” ispirata al cattolicesimo di J.Maritain e Danielou.

Come promotrice del rinnovamento della Democrazia Cristiana Gaiotti De Biase partecipò al convegno “Evangelizzazione e promozione umana” per la formazione di un’etica sociale della Cei del 1976. Dal 1994 al 2008 cadde un silenzio imbarazzante dei cattolici nei partiti di sinistra, pessimisti come lei dopo la caduta del governo Prodi. La Gaiotti ammirava la statura politica di Zaccagnini per la ripresa della tradizione cattolica democratica, dopo il ‘68 e il compromesso storico, interrotta dopo la morte di Moro, che visse come un dramma personale. Il XIII e il XIV congresso della Dc determinò la sconfitta del piano di solidarietà nazionale. Per Scoppola, suo carissimo amico, senza ricambio generazionale era inutile cercare il consenso, decisiva fu la vittoria di Andreotti derivante dalla reazione difensiva. La Gaiotti non era d’accordo con la “morale provvisoria e situazionista” di De Mita, in cerca di coalizioni. Dopo la svolta della Bolognina in seguito alla presa di distanza del Pci dalle politiche dell’Urss, si iscrisse al Pds “che delineava la partecipazione dei cittadini, assumendo la sfida ambientale e femminile e la regolazione del lavoro”. Nel 1993 la Cei sosteneva la galassia delle associazioni di volontariato, non si era “più orgogliosi del patrimonio ecclesiale e culturale cattolico”. Paola Gaiotti morì all’età di 95 anni il 13 luglio 2022 a Roma.

Fonti, risorse bibliografiche, siti su Paola Gaiotti de Biase

Paola Gaiotti De Biase, Le origini del movimento femminile cattolico, Morcelliana, Brescia, 1963 2002.

Paola Gaiotti De Biase Cecilia Dau Novelli, La questione femminile, Le Monnier, Firenze, 1982.

Paola Gaiotti De Biase, Il potere logorato, la lunga fine della Dc cattolici e sinistra, Edizioni associate, Roma 1984.

Paola Gaiotti De Biase Ivana Ricci, M.Saracinelli, Senza camelie. Percorsi femminili nella storia, Longo editore, Ravenna, 1990.

Paola Gaiotti DE Biase, Passare la mano. Memorie di una donna del Novecento incompiuto, Ed.Viella, Roma, 2010.

Paola Gaiotti De Biase, I cattolici e il voto alle donne, Sei, Torino, 1996.

Paola Gaiotti De Biase, Che genere di politica?, Borla, Roma, 1998.

Maria Chiara Mattesini, Paola Gaiotti De Biase, La passione il realismo di una donna politica, 19 luglio1922, su www.ildomaniditalia.eu.

Rosa Bianca, Passare la mano. Un ricordo di Paola Gaiotti De Biase, Grazia Villa, su www.libreriadelledonne.it.

Ragazze vi racconto la nostra storia, progetto Gruppo cultura della commissione nazionale per le pari opportunità tra uomo e donna, marzo 2000, a cura di Paola Gaiotti De Biase e Chiara Valentini.


Voce pubblicata nel: 2026