Eileen Marie Collins

Elmira (New York) 1956 - vivente
Download PDF

Oggi il nome di una donna che partecipi ad un volo spaziale non fa più notizia e il ricordo della prima astronauta, Valentina Tereškova, appartiene alla leggenda. Altra pioniera in questo campo è Eileen Collins, prima donna pilota e comandante degli Space Shuttle americani.
Eileen Marie Collins nasce nel 1956 nello stato di New York. La vicinanza con un aeroporto per alianti stimola in lei, sin da bambina, il desiderio di volare e i primi voli spaziali degli anni ’60 le fanno sognare di diventare astronauta. Per molti anni la lettura di libri di aviazione – ma anche le serie televisive di fantascienza – sono l’unica possibilità per Eileen di alimentare la sua passione. La famiglia non ha infatti i mezzi economici per farle frequentare corsi di pilotaggio e neppure per offrirle semplici voli. I genitori le vengono però incontro, accompagnandola spesso al più vicino aeroporto, dove può osservare gli aerei mentre decollano ed atterrano. Appena possibile, a 19 anni e grazie a risparmi personali, ottiene le sue prime lezioni di volo.
Il suo curriculum ricorda quello di molti altri astronauti, composto da studi tecnico-scientifici- ma Eileen aggiunge anche una laurea in matematica ed economia – e una carriera nell’aeronautica militare. Gli studi alla Elmira Free Academy di New York, al Corning Community College, alla Syracuse University e alla Stanford University si alternano a periodi di addestramento e di attività operative nella Air Force in Oklahoma, in California e nel Colorado. Il sogno di volare nello spazio comincia a realizzarsi nel 1990: nel febbraio di quell’anno viene selezionata dalla NASA e l’anno successivo diventa astronauta. Dopo alcuni incarichi a terra, nel 1995 è la prima donna pilota di una navetta spaziale e in dieci anni partecipa a quattro missioni.
Il primo volo, nel febbraio 1995, la vede al posto di pilotaggio della Discovery per la prima missione di avvicinamento alla stazione spaziale russa Mir e per qualche altra operazione, tra cui una relativa ad un satellite astronomico. Nel maggio 1997 partecipa alla seconda missione, a bordo dell’Atlantis, per una nuova operazione con la Mir, sulla quale questa volta compie anche la manovra di aggancio. Due anni dopo, nel luglio 1999, per lei c’è la promozione da pilota a comandante: è il primo volo ad essere comandato da una donna.
Ma nel febbraio 2003 si verifica la tragedia della Columbia, che esplode al rientro nell’atmosfera e provoca la morte delle 7 persone a bordo. I voli vengono sospesi per un periodo di oltre due anni. La ripresa avviene nel luglio del 2005 e per il posto di comandante dell’STS-114, il cosiddetto “Return to Flight”, la scelta della NASA ricade proprio su Eileen. La missione ha come destinazione la Stazione Internazionale, ma è dedicata in gran parte alla verifica di una serie di modifiche introdotte per evitare il ripetersi di ulteriori incidenti. È prevista l’osservazione della intera superficie dello shuttle da parte degli occupanti della Stazione Internazionale, per rilevare e fotografare eventuali anomalie. Per fare questo, allo shuttle viene richiesta una manovra che lo porta a fare una rotazione completa su sé stesso, attorno “all’asse di beccheggio”, ruotando cioè all’indietro fino a ritrovarsi nella posizione di partenza. Questa complessa operazione, mai effettuata prima, deve essere fatta ad una piccola distanza dalla Stazione Internazionale, meno di duecento metri. Eileen è così ricordata anche per averla eseguita per prima. La missione termina con successo, ma non sono pochi i problemi che affliggono la navetta: alcune anomalie ai serbatoi al decollo e un nuovo danneggiamento allo scudo termico, come era accaduto alla Columbia, sono i rischi che Eileen deve gestire durante il volo.
Nel maggio del 2006, il colonnello Eileen Collins conclude la sua carriera di astronauta. La biografia pubblicata sul sito della NASA ci informa che ha accumulato circa 6.700 ore di volo su 30 differenti tipi di aerei. Con gli shuttle ha passato complessivamente 872 ore nello spazio.
In una intervista rilasciata poco dopo, incita le più giovani a seguire la sua strada: «dopo il 1995 non abbiamo più assunto donne pilota. So che ci sono donne qualificate che non sognano altro, le incoraggio a candidarsi. Ho avuto una carriera molto gratificante, con un sacco di flessibilità. Sono sposata e mentre ero astronauta ho avuto due figli senza troppe angosce».

[social_share]

Ambrogio Filippini

Da una iniziale laurea in ingegneria, la predilezione per la gestione dei progetti e per la risoluzione di problemi lo ha portato a svolgere attività professionali e di diletto in diversi ambiti. Oggi lavora per un gruppo bancario internazionale.

Leggi tutte le voci scritte da Ambrogio Filippini