Martha Graham

Pittsburgh 1893 - New York 1991
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Martha Graham (Pittsburgh 1893 – New York 1991) è considerata la “madre” della danza moderna e la più grande danzatrice americana del XX secolo.

La giovane Martha fu presto influenzata dal lavoro di suo padre, George Graham, uno psichiatra. Il dottor Graham, infatti, credeva che il corpo potesse esprimere i suoi sensi interiori, un’idea che intrigò la figlia.

Nel 1911, dopo aver assistito all’assolo Radha di Ruth St. Denis, Martha decise di scegliere la danza come professione. Avvertì che quel momento avrebbe segnato il suo futuro, come ebbe modo di raccontare in seguito. Nata in una famiglia puritana, la scelta di studiare danza fu sicuramente un atto di emancipazione.

Dal 1913 al 1920 studiò danza e teatro; nel 1916 entrò a far parte della Denishawn, la compagnia di Ruth St. Denis e Ted Shawn, e danzò in alcune coreografie importanti.
Nel 1923 lasciò la Denishawn School e tornò a Rochester, New York, dove insegnò alla “Eastman School of Rochester”.
Debuttò a New York il 18 aprile 1926 con svariate coreografie di propria creazione, su composizioni di Alexander Scriabin, Claude Debussy, Erik Satie, Maurice Ravel, e Louis Horst.
Nel 1926 fondò la sua prima compagnia, la Dance Group, formata da sole donne, insieme ad una scuola di danza, in un minuscolo studio della Carnegie Hall nel centro di Manhattan.

Nello sviluppo della sua tecnica, Martha Graham ha sperimentato all’infinito, partendo dai movimenti più elementari di contrazione e rilascio, un vocabolario di movimento che avrebbe “aumentato l’attività emotiva del corpo del ballerino”. La danza e la coreografia di Martha Graham manifestano le profondità delle emozioni umane attraverso movimenti acuti, spigolosi, frastagliati e diretti. Il mondo della danza è stato completamente rinnovato dalla sua visione, che è stata e continua ad essere fonte di ispirazione per generazioni di artisti di danza e teatro.

Molte delle sue prime coreografie sono legate a tematiche sociali (Immigrant, Revolt) ma nel 1929, con la composizione Heretic, si manifestò la sua originale concezione della danza, frutto di una straordinaria maturazione artistica. La prima generazione di danzatori moderni americani (Isadora Duncan, Ruth St. Danis, Ted Shawn e Maud Allan) si era battuta per rinnovamento della danza focalizzando i loro sforzi nell’individuazione dell’impulso spirituale alla base del movimento. Al contrario, Martha Graham e gli altri esponenti della seconda generazione della modern dance (Doris Humphrey, Charles Weidman e Hanya Holm) si sono concentrati sull’impulso fisiologico, sulle motivazioni interiori del corpo e sulla creazione di un nuovo vocabolario espressivo che non fosse mirato a “creare” ma a “riscoprire” quello che il corpo naturalmente poteva fare.
Rompendo i rigorosi schemi della tradizione accademica, attraverso movimenti sciolti e convulsi, il corpo poteva finalmente esprimersi liberamente, spezzando i vincoli di una società univocamente fondata sulla verbalità o sul rigore del balletto classico che costringeva i ballerini ad adattarsi a rigidi schemi e posture. È per questo che all’inizio il metodo Graham fu molto criticato e solo successivamente fu riconosciuta la geniale creatività insita nel metodo della danzatrice.
Ho cominciato non con i caratteri o le idee, ma con il movimento. Così sono partita dagli elementi più semplici, camminare, correre, saltare…e correggendo quel che appariva falso, sono subito diventata creativa’“, spiegò.

Nel 1935 fu pubblicata una raccolta fotografica intitolata “Sixteen Dancers in Photographs, realizzata dalla fotografa americana Barbara Morgan che, con i suoi scatti, è riuscita a testimoniare la trasformazione del corpo della Graham definendo la sua danza rituale e illustrativa.
Nel 1938 creò una nuova compagnia, la Martha Graham Dance Company, accettandovi anche i primi danzatori uomini, a cominciare da Erick Hawkins, che poi sarebbe divenuto suo marito.

Di grande importanza fu la premiazione che la vide protagonista nel 1976. Martha Graham è stata la prima danzatrice a ricevere “La medaglia della libertà”, prestigiosa onorificenza statunitense consegnatale dal Presidente Gerald Ford, dato che la moglie di quest’ultimo aveva fatto parte della compagnia di danza della Graham prima di sposarsi.

Nel dopoguerra il teatro-danza di Martha Graham si rivolse al mito e alla ricerca di personaggi emblematici che esprimessero le motivazioni profonde dell’agire umano in determinate situazioni, riconoscendo alla danza una funzione catartica, essenziale dopo le inquietudini e le sofferenze scaturite dalla Seconda Guerra Mondiale.
Le scelte che fece la Graham furono sempre espressione di grande libertà politica: nel 1930 rifiutò di esibirsi dove vigeva la segregazione razziale; nel 1936 respinse l’invito di Hitler per le Olimpiadi di Berlino; l’anno seguente evocò la guerra di Spagna con ”Immediate Tragedy’‘; nel 1967 lanciò un messaggio di pace per il Vietnam in ”Cortege of Eagles’’.
Nel 1948 Graham sposò il ballerino Hawkins, facente parte della sua compagnia, ma il matrimonio fu di breve durata. Continuarono a lavorare insieme ancora per un po’ ma poi le loro strade si divisero.

In seguito Martha si tuffò più a fondo nel suo lavoro e nel 1955 presentò al mondo uno dei suoi più grandi pezzi, “Seraphic Dialogue, una versione potente e commovente della storia di Giovanna d’Arco. Durante la sua carriera la danzatrice tornò spesso sul tema delle lotte e dei trionfi delle donne, siano esse famose o donne comuni.
La sua ispirazione attinse ad un’infinità di fonti, incluso la pittura moderna, le cerimonie religiose dei Nativi d’America e la mitologia greca. Molti dei suoi ruoli principali si rifacevano a grandi figure femminili della storia o della mitologia: Clytemnestra, Giocasta, Medea, Fedra, Emily Dickinson e Giovanna D’Arco a cui è dedicò uno dei suoi capolavori: Seraphic Dialogue (1955).

Nel 1969, all’età di 76 anni, Martha Graham danzò per l’ultima volta. La scelta di abbandonare la scena la portò negli anni a seguire ad un notevole periodo depressivo accompagnato da abuso di alcol.
Nel 1984 ricevette la medaglia della Legion D’onore dal governo francese. in quell’occasione venne celebrata con un gran gala al Lincoln Center di New York.
Continuò ad insegnare fino a poco prima di andarsene nel 1991, non solo a danzatori divenuti a loro volta grandi maestri. Creò, infatti, anche movimenti coreografici per attori e cantanti quali Bette Davis, Kirk Douglas, Madonna, Liza Minnelli, Gregory Peck, Tony Randall, Anne Jackson e Joanne Woodward, insegnando loro come utilizzare il corpo come strumento espressivo.
Si impara con la pratica. Che si tratti di imparare a danzare facendo esperienza di ballo, oppure imparare a vivere facendo esperienze di vita, il principio non cambia. In alcuni campi si diventa atleti di Dio”.

Morì il 1 aprile 1991 a New York.

Rossella Grenci

Logopedista e autrice di libri riguardanti il tema della dislessia e non solo: ha pubblicato anche poesie, un manuale sulla poesia e un romanzo.

Biofila e appassionata di Sacro Femminino.

I suoi blog:

www.rossellagrenci.com

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