Wilhelmina Elisabeth Drucker è stata una delle figure più radicali e influenti del movimento per i diritti delle donne nei Paesi Bassi, dedicando la sua vita alla lotta per la parità di genere in tutti i campi, inclusi lavoro, istruzione, economia, politica e sessualità.
Nacque dalla relazione, mai ufficializzata con il matrimonio, tra la sarta Constantina Christina Lensing e il ricco banchiere Louis Drucker. Quest’ultimo non riconobbe mai Wilhelmina e sua sorella Louise quali figlie legittime. Nonostante ciò, Wilhelmina adottò il cognome del padre in tutte le sue opere e i suoi scritti, firmandosi con il cognome della madre, Lensing, solo nei documenti ufficiali. Alla morte del padre, avvenuta nel 1884, la sua notevole eredità andò interamente ai figli nati dalla relazione con un’altra donna con la quale il banchiere si era sposato. Questa vicenda personale, vissuta da Wilhelmina come una profonda ingiustizia, fu alla base del suo interesse per le questioni di uguaglianza e lotta di classe, che la portò ad avvicinarsi inizialmente alle teorie socialiste. Ma fu anche la motivazione di fondo per cui iniziò a dedicarsi alla scrittura.
Il suo primo romanzo, infatti, scritto insieme alla sorella, nacque proprio dall’esigenza di denunciare il fratellastro maggiore, Hendrik Lodewijk Drucker1, e costringerlo a darle la parte dell’eredità che le spettava. Si tratta di un roman à clef intitolato George David e pubblicato nel 1885 con gli pseudonimi G. ed E. Prezcier. La scelta degli pseudonimi non fu casuale: Prezcier in olandese è una parola che richiama il termine “estorsore”, oltre a essere simile alla parola tedesca Drucker (colui che fa pressione). Questo primo romanzo non ebbe il successo sperato e non servì a ottenere lo scopo di ricevere la parte spettante di eredità; ma nel 1888 Wilhelmina scrisse un seguito, sotto forma di serie, intitolato Mammon, una sorta di adattamento de Il canto di Natale di Dickens. La serie fu pubblicata sul settimanale Groninger Weekblad, del socialista Johan Nieuwenhuis, di cui Wilhelmina era diventata collaboratrice attiva negli anni precedenti. Grazie alla visibilità del giornale e all’influenza di Johan Nieuwenhuis, la serie fu letta da molte più persone, e il fratellastro fu costretto ad accettare un accordo con il quale cedeva una quota dell’eredità alla sorella.
L’indipendenza economica ottenuta grazie a quell’eredità consentì a Wilhelmina Drucker di dedicarsi completamente alla questione che più le stava a cuore: diffondere le idee femministe e sostenere la lotta per la parità dei diritti. Nel 1888, insieme ad altre donne di estrazione socialista e radicale, fondò il settimanale De Vrouw (Donna), un giornale indipendente che sosteneva i diritti delle donne. Ne furono stampate solo otto copie, ma da quella esperienza nacque l’Associazione delle Donne Libere (Vrije Vrouwenvereeniging - VVV), basata sugli stessi principi di parità dei diritti. Wilhelmina la fondò insieme ad alcune donne esponenti del movimento femminista olandese, in particolare le sorelle Grietje ed Henriëtte Cohen e Theodora van Campen-Doesburg.
Tra il 1893 e il 1925 fu caporedattrice di una delle riviste centrali dell’epoca per la diffusione delle idee femministe, Evolutie. Fondò e gestì la rivista insieme all’amica Theodore (Dora) Schook-Haver2 e a sua sorella Josephine Baerveldt-Haver. Evolutie si occupava non solo di diffondere le idee femministe e le politiche per la parità dei diritti, ma anche di monitorare l’evoluzione di queste idee nel mondo e le condizioni delle donne nelle colonie olandesi.
Il femminismo per Wilhelmina era una questione internazionale e ne seguì sempre attivamente lo sviluppo anche fuori dai confini olandesi. In particolare, ebbe un ruolo importante nella fondazione del primo movimento femminista indipendente in Belgio, la Ligue belge du droit des femmes, supportando l’avvocata Marie Popelin e l’attivista Emilie Claeys, fondatrici del movimento. Il rapporto tra i movimenti femministi olandese e belga si approfondì ulteriormente quando Drucker invitò Popelin, Claeys e Louis Frank (componente della Ligue e avvocato di Marie Popelin) a collaborare in maniera stabile con il giornale Evolutie.
Sebbene all’inizio del suo attivismo Wilhelmina Drucker fosse stata vicina al partito socialista, con il passare del tempo se ne allontanò, ritenendo che la politica femminista dovesse essere slegata dalle dinamiche di partito e libera da logiche interne ancora prevalentemente maschili. Il suo era un femminismo radicale, che toccava tutti gli ambiti della vita privata e sociale. La “lotta sessuale”, come la definiva, era per lei alla pari della lotta di classe socialista. Queste teorie le costarono molte critiche e perfino campagne d’odio da parte anche degli ex compagni di partito, e le valsero l’etichetta di “odiatrice di uomini”.
Nonostante ciò, il suo lavoro e il suo impegno sono stati di ispirazione per le politiche femministe, nei Paesi Bassi e non solo, e Wilhelmina Drucker è diventata un punto di riferimento importante della lotta per la parità dei diritti, aprendo la strada ai movimenti femministi degli anni a venire. Negli anni Settanta, un importante gruppo femminista olandese, Dolle Mina3, scelse il nome proprio per onorarne la memoria e l’eredità culturale. Dolle Mina significa infatti “Mina (Wilhelmina) la pazza”.
Note
1 Hendrik Lodewijk Drucker fu un politico liberale olandese, esponente della Vrijzinnig-Democratische Bond (Lega libero-democratica).
1 Attiva, insieme a Wilhelmina Drucker, anche nel movimento per il suffragio femminile e nelle lotte per la parità sul lavoro.
1 Movimento femminista olandese di estrema sinistra nato nel dicembre del 1969 per sostenere i diritti delle donne soprattutto in ambito lavorativo e dell’istruzione.